In base ad altri ritratti dipinti da Botticelli o da altri artisti della sua cerchia, nei vari protagonisti della rappresentazione sono stati individuati vari personaggi di casa Medici. Trattandosi però spesso di opere altamente idealizzate, si tratta per lo più di semplici ipotesi, più o meno suggestive. In particolare nelle tre Grazie sono . Lo studioso ritiene che il pittore sia fiancheggiatore o accolito del Neoplatonismo, segnatamente di Marsilio Ficino. In breve le tre Dee sarebbero .

Un ritmo lento e melodioso accomuna nella danza queste splendide creature, coperte di veli trasparenti. Quante versioni ne conoscete? Probabilmente vi verranno in mente le più famose… quella di Botticelli e quella di Canova in testa.

Eppure le tre fanciulle abbracciate hanno origini molto antiche, oltre duemila anni di storia! Chiamate dai greci Cariti, erano figlie di . Collegato a questo è anche il rapporto Primavera-giovinezza, evidenziato dagli stessi personaggi e dalla presenza delle tre Grazie. Appare chiaro che ci troviamo di fronte a un raro dipinto profano di grandi . Nel Rinascimento, il tema delle tre Grazie è molto frequente.

Sandro Botticelli – Le tre . Accanto a lei le tre Grazie : Talia la prosperità, Eufrosine la gioia e Aglaia lo splendore. Sia la dea che le altre figure femminili appaiono chiaramente incinte. Sopra la testa di Venere si trova Cupido, figlio della dea, pronto a scoccare una freccia contro una delle Grazie.

AVVERTENZA: Autorizzazione obbligatoria per utilizzi non editoriali: rivolgersi ad Archivi Alinari. A sinistra le tre Grazie danzano e Mercurio dissipa le nubi. La figura al centro è Venere, davanti ad un cespuglio di mirto (pianta a lei sacra) atteggiata in un gesto tra il saluto e la casta ritrosia, stende la mano verso le tre Grazie. Una nuova interpretazione di un quadro famoso ma di significato misterioso: La Primavera di Botticelli. Infine appare Mercurio, assorto, che volta le spalle agli altri personaggi e tocca (indica? disperde?) le nuvole con.

Dopo le primissime esperienze, svolte presso un orafo, i suoi inizi di pittore avvennero, secondo il Vasari, nella bottega di Filippo Lippi. Tre Grazie de la Primavera di Botticelli. Data: ultimo quarto del XV sec. Tecnica utilizzata: tempera su tavola.

Ubicazione: Galleria degli Uffizi (Firenze). La Primavera di Botticelli fu dipinta per il banchiere fiorentino Lorenzo di Pierfrancesco dei Medici. Così Barbara Deimling presenta la Primavera del Botticelli , pur aggiungendo che il dipinto sembra celare un ulteriore significato legato alla concezione .

Zefiro e la ninfa Clori. La ninfa Clori, particolare. Pulchritudo (la Bellezza), una delle tre Grazie. Vengono rappresentatele tre grazie , un soggetto molto utilizzato sia prima che dopo.

Le tre grazie ballano, una Carola, dove svolazzano i loro leggeri veli. Al centro viene collocata venere, davanti a una pianta di mirto, pianta a lei . Neppure nei Carmina Burana, dove Venere domina la scena (viene citata volte), troviamo affidabili connessioni .